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Nel Bellunese nasce il Vivaio culturale: la serra diventa spazio per la colazione letteraria a Frontin

Nel cuore di Frontin, tra vicoli stretti e muri di pietra antica, qualcosa sta cambiando. Il borgo, nascosto tra le colline, si anima di una nuova linfa fatta di arte e idee fresche. A guidare questa rinascita è Chiara Alpago-Novello, figura di rilievo nel mondo culturale italiano. Nel 2024, proprio qui, tra case di pietra e panorami che tolgono il fiato, è nato il “Vivaio culturale”: un laboratorio vivo, dove si coltivano energie nuove e si rinnovano le radici profonde del territorio.

Il Vivaio culturale: Frontin riparte dalla cultura

Il “Vivaio culturale” non è un semplice spazio espositivo o un centro artistico qualunque. È un’idea nata dalla mente di Chiara Alpago-Novello con l’obiettivo di ridare vita al tessuto sociale e culturale di Frontin. Un borgo che per anni ha visto svuotarsi le sue strade e spegnersi la vita comunitaria, ora si ritrova con un punto di riferimento dove artisti, intellettuali e cittadini si danno appuntamento per creare, discutere e cambiare davvero la realtà locale. Tra residenze artistiche, laboratori, mostre e incontri pubblici, il progetto coinvolge persone di tutte le età.

Il valore vero sta nella fusione tra tradizione e innovazione: da un lato il desiderio di mantenere vive le usanze e la storia del luogo, dall’altro l’attenzione all’arte contemporanea. Questa combinazione crea un’atmosfera capace di attirare non solo chi abita qui, ma anche visitatori e appassionati in cerca di esperienze culturali fuori dai circuiti delle grandi città.

Chiara Alpago-Novello: la mente e il cuore del progetto

Dietro il Vivaio culturale c’è Chiara Alpago-Novello, una professionista con anni di esperienza nel mondo della cultura, che mette tutta la sua passione e competenza in questa avventura. Per lei la cultura è un processo vivo, un terreno fertile da coltivare per far nascere idee e relazioni nuove. Nel suo percorso ha sempre puntato sul lavoro di rete, coinvolgendo le comunità e prestando attenzione a territori spesso dimenticati.

A Frontin ha portato questa filosofia trasformandola in un progetto concreto, che affronta temi urgenti come lo spopolamento, il rischio di perdere le tradizioni e il senso di isolamento culturale. Lo fa attraverso incontri con artisti emergenti, artigiani e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale, creando un laboratorio aperto e in dialogo continuo con il mondo esterno.

Un calendario ricco di eventi che fa vivere il borgo

Il Vivaio culturale propone un calendario fitto di appuntamenti. Ogni mese si alternano workshop di scrittura, fotografia, pittura, musica, seminari sulla storia locale e laboratori dedicati alle tradizioni artigiane. Le residenze artistiche permettono agli artisti di soggiornare nel borgo, immergersi nel territorio e realizzare progetti che parlano con l’ambiente che li circonda.

Così Frontin si trasforma in un laboratorio culturale a cielo aperto, dove la presenza degli artisti stimola anche un turismo di qualità. Per gli abitanti è un’occasione concreta per tornare a vivere gli spazi pubblici e partecipare attivamente alla vita del paese. Le iniziative vanno di pari passo con la valorizzazione del patrimonio storico, attraverso visite guidate e laboratori che raccontano le tradizioni locali.

Frontin riparte: la cultura come motore di rinascita

Il “Vivaio culturale” ha già lasciato il segno nella comunità di Frontin. Si respira un’aria nuova, tra entusiasmo e partecipazione che aiutano a rompere l’isolamento tipico dei piccoli borghi di montagna. Giovani e anziani, artisti locali e ospiti provenienti da fuori si incontrano, dando vita a scambi culturali che spingono verso l’innovazione senza perdere il contatto con le radici.

Il progetto ha anche il merito di attirare attenzione a livello regionale e nazionale, costruendo una rete di relazioni che potrà aprire nuove strade per il futuro. L’idea di un “vivaio” porta con sé la speranza che Frontin diventi un modello di rinascita culturale replicabile in altre realtà simili. Nel 2024, grazie alla determinazione di Chiara Alpago-Novello e alla voglia di cultura di chi ancora crede nello spirito dei borghi italiani, questo paese torna a brillare.

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