Il rombo di una Harley-Davidson Road Glide ha rotto il silenzio delle curve di un circuito di MotoGP. Borse laterali, carenatura integrale e 200 cavalli pronti a spingere, una scena che fino a poco tempo fa sembrava pura fantasia. Il 27 marzo ad Austin, Texas, questa immagine è diventata realtà: la Harley-Davidson Bagger World Cup ha fatto il suo debutto. Qui, le maxi touring non sono più solo moto da viaggio, ma vere e proprie bolidi da gara. Organizzata da Dorna Sports, la stessa che gestisce la MotoGP, questa competizione mette alla prova moto potenti e poco avvezze ai circuiti, dimostrando che anche i giganti del turismo possono sfidare la pista. Negli Stati Uniti, la King of the Baggers da anni accende i motori e il pubblico, mostrando quanto queste Harley modificate sappiano regalare spettacolo.
Maxi touring in pista: come si trasformano le bagger in moto da gara
La Bagger World Cup segna un salto importante per Harley-Davidson e il mondo delle bagger racing. Le protagoniste sono le Road Glide Limited, nate per viaggi lunghi, comode e stabili, con carenature e borse capienti. Ma per questa competizione sono state rivoluzionate: pesano circa 280 chili e sprigionano più di 200 cavalli. Il motore Milwaukee-Eight, che nella versione CVO originale ha poco più di 115 cavalli, è stato completamente rivisto per raggiungere potenze da paura, con una coppia di 245 Nm. Il telaio resta quello ufficiale, così come la linea di base, ma ogni pezzo è stato adattato per garantire una guida più agile e sicura in pista. Le gare si corrono su circuiti ufficiali della MotoGP, e ogni squadra cerca il miglior compromesso tra potenza e controllo. Il regolamento è severo: tutte le moto sono uguali, per far emergere la bravura dei piloti, non la forza economica dei team.
Questo formato “spec” si ispira direttamente all’esperienza americana della King of the Baggers, che ha dimostrato come, con la preparazione giusta, le maxi touring possano sorprendere per agilità e competitività. Per anni le bagger sono state sinonimo di viaggi lunghi e rilassati, ma ora puntano a dominare i circuiti, con piloti che le spingono al limite, affrontando curve e rettilinei con un impatto tecnico e spettacolare senza precedenti.
Il calendario 2026: tappe in Nord America e Europa e come seguire le gare
Il campionato si articola su sei appuntamenti tra Nord America ed Europa, tutti su piste ufficiali della MotoGP. Dopo la partenza ad Austin, il circus si sposta in Europa con tappe di prestigio come Mugello, Assen, Silverstone, Aragon e il Red Bull Ring di Spielberg. Ogni fine settimana di gara prevede due manche, per un totale di dodici sfide in cui i piloti accumuleranno punti.
Il calendario va da marzo a settembre 2026, con particolare attenzione alle tappe europee, che attirano un pubblico sempre più appassionato. Chi non potrà esserci di persona potrà seguire tutto in diretta streaming gratuita sul canale YouTube ufficiale di Harley-Davidson, con qualifiche, prove libere e gare. I biglietti per gli eventi europei sono già in vendita online. La manifestazione si presenta così come un richiamo importante per gli amanti delle moto, sia per la spettacolarità delle moto in gara sia per il prestigio dei circuiti coinvolti, aprendo una nuova frontiera nel mondo delle due ruote.
La griglia di partenza: quattro team da quattro continenti, con l’Italia in prima fila
Alla partenza ci saranno quattro team da quattro continenti: l’australiano Joe Rascal Racing, l’indonesiano Niti Racing, l’americano Saddlemen Racing e l’italiano ParkinGO Team. In pista ci saranno nove piloti ufficiali, con squadre diverse per esperienza e organizzazione.
Tra tutti, il team americano Saddlemen Racing è quello più accreditato sul piano tecnico e dei risultati. Tra i suoi piloti spiccano nomi come Travis Wyman, Cory West, campione 2024 della MotoAmerica Super Hooligan, e Jake Lewis, vincitore di titoli AMA Pro SuperSport East e MotoAmerica Stock 1000.
L’Italia entra con forza in questo scenario grazie al ParkinGO Team, una realtà con una lunga esperienza internazionale. Fondato da Giuliano Rovelli e gestito dal figlio Edoardo, il team vanta un passato ricco di partecipazioni in Moto2, World Supersport e gare di endurance. Il pilota scelto è Filippo Rovelli, che porta avanti il nome e la tradizione di famiglia in questa nuova avventura. Un secondo team italiano, Cecchini Racing, guidato da Fabrizio Cecchini con oltre trent’anni di esperienza nel paddock MotoGP, è momentaneamente fermo in attesa di completare le garanzie necessarie per iscriversi, ma potrebbe tornare in pista nei prossimi appuntamenti.
La presenza di squadre da più continenti e di piloti con percorsi diversi rende la competizione più ricca, offrendo un mix di stili e strategie. Una sfida che unisce la tradizione delle maxi touring Harley-Davidson con il bisogno di spettacolo e adrenalina dei circuiti più prestigiosi del mondo.
