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MotoGP 2026: perché Ducati fatica contro Aprilia con le nuove gomme dure

La Ducati fatica come non mai quando la pista si scalda e le gomme si induriscono, una novità che ha sorpreso tutti. Marco Bezzecchi, alla guida della sua Aprilia RS-GP, ha invece trovato la quadratura del cerchio, vincendo quattro gare consecutive e prendendo il largo proprio nel momento chiave della stagione. A Goiania, il primo pilota Ducati è arrivato a quasi quattro secondi dal trionfatore: un divario netto, che ha scatenato dibattiti e acceso le polemiche tra esperti e appassionati.

Gomme dure, il tallone d’Achille della Desmosedici

I piloti Ducati, a partire da Di Giannantonio, non hanno nascosto le difficoltà: “Non riusciamo a frenare come vorremmo con queste alte temperature”. Dietro questa frase semplice si nasconde un problema serio. La Desmosedici è sempre stata forte proprio nella frenata e nella stabilità in curva, ma con le gomme più rigide di questi ultimi appuntamenti la situazione è cambiata.

Come ha spiegato Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, la carcassa più dura rende la gomma più scivolosa, soprattutto in frenata. Questo penalizza la moto italiana e la capacità di scaricare potenza, specie in uscita di curva, dove piloti come Marquez faticano a trovare l’aderenza giusta. Già dopo la gara in Thailandia si era capito che qualcosa non andava, e il problema si è confermato fino al Brasile. La GP26, che normalmente si muoveva con grande agilità anche nel controllo del gas, ora fatica a gestire questo tipo di pneumatico: frena meno bene e perde terreno in accelerazione.

Gli ingegneri Ducati stanno lavorando senza sosta per trovare una soluzione, ma non sarà semplice fino al cambio gomme previsto in Europa. Proprio quella svolta potrebbe rimescolare le carte.

Aprilia sfrutta le gomme dure e guadagna fiducia

Dall’altra parte del paddock, Aprilia sorride. La RS-GP, una moto ancora piuttosto “selvaggia” ma con un carattere ben definito, si sposa bene con queste gomme rigide. La carcassa più dura dà stabilità, un elemento che negli ultimi anni era mancato in alcuni momenti alla moto di Noale. Questa rigidità regala una neutralità che permette a piloti come Bezzecchi e Aleix Espargarò di spingere senza sorprese e con grande confidenza.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: doppietta in Brasile e un 1-2 importante già conquistato lo scorso anno a Barcellona. La sensazione è che Aprilia abbia trovato la quadratura del cerchio, sfruttando appieno questa famiglia di pneumatici.

Con l’arrivo del Gran Premio di Austin e la stagione europea, quando le gomme cambieranno, il quadro potrebbe mutare. Per ora però Aprilia sembra aver trovato la chiave giusta, facendo rendere al massimo una moto tradizionalmente più difficile da domare.

Prossime gare in Europa: chi avrà la meglio?

Il prossimo capitolo della stagione 2026 sarà decisivo. A Jerez de la Frontera arriveranno pneumatici con carcassa diversa, meno rigida. Questo potrebbe riportare Ducati in una posizione più favorevole, soprattutto per chi, come Marquez, si affida a uno stile di guida che predilige gomme più morbide e reattive.

Resta da vedere se Aprilia riuscirà a mantenere la stessa competitività o se Ducati riuscirà a ritrovare la sua forma migliore, tornando a lottare per la vetta. L’attesa per le gare europee è alta, così come la curiosità di capire se Bezzecchi continuerà a dominare o se assisteremo a un nuovo ribaltone.

Una cosa è chiara: oltre al talento dei piloti e alla potenza delle moto, le gomme restano il fattore decisivo e spesso imprevedibile. In questa stagione, chi saprà adattarsi meglio alle nuove condizioni tecniche avrà la strada spianata verso la vittoria.

Redazione

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