Il prezzo del carburante non smette di salire, e gli italiani lo sentono in tasca ogni volta che fanno il pieno. Non è solo questione di numeri, ma di scelte: tra le varie compagnie petrolifere, alcune applicano rincari più pesanti di altre. Così, dove si rifornisce può fare la differenza, soprattutto in un momento in cui ogni centesimo conta davvero.
Prezzi in salita, ma non per tutti uguali
Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni nello stretto di Hormuz stanno facendo schizzare i costi del carburante in tutto il mondo. L’Italia non fa eccezione. Secondo gli ultimi dati del 10 marzo 2026, raccolti dall’Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy , tutti i prezzi sono saliti, ma in modo diverso da compagnia a compagnia.
Eni, per esempio, si conferma tra le più competitive. Il gasolio è aumentato di circa 19 centesimi al litro, toccando la media di 1,94 euro, mentre la benzina è salita di soli 9 centesimi, attestandosi a 1,78 euro al litro. Insomma, pur con il rincaro, Eni rimane tra le opzioni più economiche.
Diversa la situazione da Tamoil, che segna aumenti più pesanti: il gasolio è salito di 34 centesimi fino a 2,03 euro al litro, mentre la benzina è arrivata a 1,82 euro, con un incremento di 15 centesimi. Tamoil, quindi, appare meno attenta a contenere i prezzi.
In mezzo ci sono Esso e IP. Esso propone il gasolio a 1,98 euro e la benzina a 1,80 euro al litro; IP invece quota rispettivamente 2,05 euro e 1,83 euro. Numeri che mostrano una forbice significativa all’interno dello stesso mercato.
Dove conviene fare il pieno adesso
Con i prezzi alle stelle, trovare il distributore più conveniente è diventato un passaggio obbligato per chi viaggia spesso. Dai dati del MIMIT emerge chiaramente che i distributori Eni sono in media i più economici, sia per gasolio che per benzina.
Anche se i prezzi sono in aumento, scegliere Eni può fare la differenza, soprattutto se si percorrono molti chilometri. Chi invece si affida a Tamoil, IP o Esso si ritrova a spendere dai 4 ai 10 centesimi in più al litro, una cifra che, alla lunga, pesa non poco.
Dietro queste differenze ci sono strategie commerciali diverse e condizioni di rifornimento che variano da compagnia a compagnia. Per questo è fondamentale tenersi aggiornati e confrontare i prezzi ogni giorno.
Speculazioni sul prezzo: scattano i controlli
L’aumento rapido e costante dei prezzi ha messo in allarme le istituzioni. La Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, guidata dal ministro Adolfo Urso, sta monitorando il mercato con attenzione. È emerso che almeno due grandi compagnie hanno applicato prezzi alla pompa più alti rispetto ai listini consigliati, un segnale che potrebbe indicare comportamenti anomali.
Per questo il MIMIT ha avviato controlli insieme al Ministero dell’Economia, delle Finanze e alla Guardia di Finanza. L’obiettivo è scovare e fermare eventuali speculazioni, proteggendo così i consumatori.
Sul fronte politico, si valutano interventi urgenti. Il Consiglio dei Ministri sta pensando a misure per contenere il caro carburante, anche attraverso aiuti economici per chi subisce di più gli aumenti. Al momento però non ci sono ancora decisioni definitive, e la situazione resta sotto stretta osservazione.
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