Gallery Test confronto Suzuki Swift R1, N2, Racing Start

Suzuki Swift Test Varano_01

 

Il trio del divertimento

Con l’arrivo del nuovo allestimento di Gruppo R, la famiglia da corsa della compatta giapponese è finalmente Al completo. Ma come se la cava rispetto alle altre due versioni? TuttoRally+ le ha messe l’una contro l’altra in una prova esclusiva sul circuito di Varano. Ecco com’e andata.

Agosto 2013, Varano – Ed eccoci ad un nuovo appuntamento con i test di TuttoRally+. Dall’inizio dell’anno sono state molte le auto che abbiamo messo alla prova sulle strade e anche su qualche circuito, di tutt’Italia: dalla piccola Peugeot 106 del nostro tester Matteo Barbero, fino all’emozionante 208 R2 del sette volte campione italiano Paolo Andreucci. Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla. Ma con le vacanze alle porte volevamo osare di più. Volevamo offrirvi qualcosa di speciale, qualcosa in grado di accompagnare i vostri momenti di relax sotto l’ombrellone. Ed è con questo spirito che abbiamo messo alla prova non una ma ben tre vetture. Il pretesto è arrivato con la presentazione della nuova Suzuki Swift Sport di classe R1. L’ultima nata della famiglia Swift, che abbiamo testato in esclusiva, mentre la vettura è ancora in attesa dell’omologazione. Un’intera giornata al volante della nuova tutto pepe della casa giapponese vale già da sola il prezzo del biglietto, ma come fare per rendere il tutto più unico? Semplice, confrontarla con le sue sorelle di classe N2 e Racing Start in una dodici ore dal sapore molto orientale.

Arrivati al circuito Riccardo Paletti di Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, la squadra di ricognizione sta effettuando le ultime fasi di controllo della pista. Ad attenderci all’interno dei box c’è il team Europea Service che mette a disposizione, in esclusiva per TuttoRally+, le tre vetture. I tecnici sono in fibrillazione. C’è chi riempie i serbatoi, chi regola gli assetti e chi ancora provvede alla convergenza. In questo vai e vieni generale, pistole idrauliche che strillano e chiavi inglesi che sbattono, io e Matteo indossiamo la tuta e ci prepariamo per test.

 

Suzuki Swift R1

Suzuki R1 test
L’ultima delle compatte sportive da competizione della Casa giapponese è ancora in attesa dell’omologazione. Il motore spinge con decisione, mentre l’assetto regolabile (optional) rende la macchina molto precisa.

Suzuki R1 planciaCominciamo con la vera novità presente qui a Varano. Mentre i tecnici effettuano le ultime regolazioni di rito, io e Matteo cerchiamo di scoprire i segreti dell’ultima nata della famiglia Swift. Facciamo quindi due chiacchere con Gabriele Ducchetti, che insieme alla Europea Service si sta occupando dello sviluppo delle vetture per il trofeo Suzuki Cup. «La R1 nasce come anello di congiunzione tra la piccola Racing Start e la più prestazionale N2» ci spiega Ducchetti. «Come per le altre varianti, la base di partenza è quella offerta dalla Swift Sport stradale. Per uniformarci al regolamento di classe R1 siamo intervenuti sul cambio, che rispetto a quello di serie è dotato di una coppia conica con una rapportatura modificata e sul freno a mano che qui è di tipo idraulico. A questi elementi i clienti possono aggiungere le sospensioni regolabili e la centralina modificata, le stesse montate sulla più potente N2». Finiamo di parlare con Gabriele Ducchetti e la “nostra” Swift R1 viene spostata in pit-lane. Mentre ci avviciniamo, notiamo le molte somiglianze con il modello di serie. A differire sono solo gli specchietti più piccoli e la presa d’aria sul tetto. Anche all’interno, per quanto si respiri un’aria racing, la plancia e il quadro strumenti sono quelli di serie.

Suzuki R1 freno a manoSi corre. Allacciamo le cinture a sei punti mentre la voce del propulsore riempie sempre di più l’abitacolo. Siamo pronti, dentro la prima e si parte. Percorriamo la pit-lane rispettando il limite di 60 km/h. Poi il muretto alla nostra sinistra e i box alla nostra destra finiscono. Siamo in pista. Maio affonda il piede sull’acceleratore e la Swift si lancia in avanti con una prontezza inaspettata. La coppia conica del cambio regala alla vettura una corposità maggiore ai bassi regimi, dove solitamente i propulsori aspirati soffrono di più. Il motore, infatti, continua a sviluppare una potenza molto simile a quella della versione stradale che è di 136 CV a 6.900 giri per una coppia massima di 160 Nm a 4.400 giri. «Il cambio è ottimo» dice Matteo. «La spaziatura tra le marce è molto corta e permette di non far “sedere” il motore tra un rapporto e l’altro». Effettuiamo diversi giri e nonostante il ritmo elevato i freni continuano a rispondere senza apparenti segni di affaticamento. Un ottimo risultato se si considera che pinze e dischi sono gli stessi del modello di serie. L’impianto differisce da quello delle normali Sport solo per le pastiglie dalla mescola racing e i tubi freno specifici.

Suzuki R1 tunnelAssetto ottimo ma… Ci lanciamo nella parte più tortuosa del circuito, pronti a mettere alla frusta il comparto sospensivo. Gli ingressi sono veloci e precisi, agevolati da un posteriore piuttosto leggero che aiuta a disegnare traiettorie molto pulite. La Swift è piatta anche in percorrenza e in uscita riesce a scaricare a terra tutta la potenza del propulsore senza fastidiosi pattinamenti. Insomma, un ottimo comportamento, ma che ci lascia comunque con l’amaro in bocca. Sulla R1, infatti, questo comparto sospensivo prodotto dalla Veneri è offerto soltanto come optional e non possiamo fare a meno di essere curiosi di sapere come si sarebbe comportata la macchina con il suo assetto originale. La scelta delle sospensioni regolabili ottimizza le prestazioni, ma ovviamente il portafogli ne risente. La nuova Swift R1 dovrebbe ottenere l’omologazione nazionale nel mese di settembre. Il prezzo base di partenza si aggirerà presumibilmente intorno ai 25.000 euro, ma se si sceglie l’assetto regolabile e la centralina modificata, il prezzo finale arriverà a sfiorare i 30.000 euro.

 

Suzuki Swift N2

Suzuki N2 test

Il cambio a innesti frontali della variante più cattiva ti fa sentire come su una vera macchina da corsa e il canto rabbioso del 1.6 ti coinvolge ad ogni giro di più. Bellissimo.

Suzuki N2 planciaNel corso delle nostre, ci siamo messi al volante di vetture ben più potenti di questa Swift, ma il sound che emana lo scarico di questa compatta di classe N2 è davvero impressionante. Mentre la piccola giapponese romba impaziente accanto a noi, facciamo nuovamente due parole con Gabriele Ducchetti: «Quella di N2 è la più prestazionale di tutte le Swift» ci spiega. «È dotata di una centralina programmabile dalla Motec e di un impianto di scarico appositamente realizzato. Inedito anche il comparto sospensivo che può contare su un assetto regolabile prodotto da Veneri, mentre a rendere la macchina più veloce e reattiva provvede un cambio a innesti frontali sviluppato dalla Trombini Engineering». Ed è proprio con Alessandro Trombini che approfondiamo il discorso sul cambio. «Si tratta di un innesti frontali abbinato a un differenziale autobloccante a dischi di frizione, disponibile con due rapportature di pignone e corona: da 15-79 e 11-60» comincia il titolare della Trombini Engineering. «Abbiamo optato per gli ingranaggi a forma elicoidale in luogo di quelli dritti per assicurare al cambio una maggiore affidabilità. Inoltre, abbiamo riprogettato tutto il pignone e il primario, abbiamo rinforzato le forcelle e sviluppato un nuovo chiavistello per la tenuta in sede delle marce».

Suzuki N2 freno a manoCambio da grande. Siamo finalmente pronti a scendere in pista. Allacciamo il casco e ci caliamo all’interno dell’abitacolo. Anche qui l’atmosfera è da vera auto da corsa. Davanti a noi si sviluppa la stessa plancia del modello di serie. A cambiare è la parte centrale, dove sono posizionati i comandi della centralina con taratura “road” e “stage”. Inoltre, sono presenti le spie di avviso cambiata e quelle di avaria motore. Inedito è anche il display posizionato dietro al volante, sul quale vengono riportati i dati istantanei relativi al funzionamento del motore. Si parte. Maio tira verso di sè la leva del cambio, che è rimasta la stessa del modello di serie e la macchina si mette in movimento. Fuori dalla corsia box il gas si spalanca e la piccola Swift si lancia verso la prima variante del circuito con un latrato acuto. Ci colpisce subito la velocità con cui la vettura divora i giri anche in basso. «La ripresa è davvero notevole» mi dice Matteo. «Nonostante il motore aspirato, si prende in fretta velocità. La coppia è consistente anche ai bassi regimi e la rapportatura corta del cambio aiuta a rendere il 1.6 ancora più reattivo». Ed è proprio la trasmissione il secondo elemento che cattura la nostra attenzione. La ridotta spaziatura tra una marcia e l’altra e la precisione degli innesti si traducono in una notevole reattività. Anche la prima entra con facilità, il che non guasta nei tornanti più stretti dove interviene in aiuto anche il differenziale autobloccante.

Suzuki N2 tunnelStabile e precisa. Ci lanciamo sul rettilineo che porta a un tornante a sinistra sfiorando i 140 km/h. Matteo affonda il piede sul freno e la macchina perde velocità in pochissimi metri, nonostante l’impianto frenante sia lo stesso della R1. Qui però, a rendere le staccate più precise ci pensa il ripartitore di frenata posizionato tra i due sedili. Fuori dal tornante di nuovo giù tutto e mentre prendiamo sempre più velocità, ci prepariamo ad affrontare una variante piuttosto veloce. Un banco di prova perfetto per l’assetto. Matteo comincia a scalare e trovata la giusta velocità si lancia dentro la esse a sinistra. La piccola Swift rimbalza sui cordoli restando sempre piatta, gestibile e mai nervosa. Un ottimo comportamento che avevamo già riscontrato sulla R1. Per verificare al meglio il comportamento della N-Top, abbiamo effettuato un gran numero di giri sia con i cerchi da 15” sia con quelli da 16”. Inutile dire che in pista, siano stati questi ultimi a dare i riscontri cronometrici migliori. La Swift di classe N2 viene proposta ad un prezzo di 32.000 euro.

 

Suzuki Swift Racing Start

Suzuki Racing Start test

Quella di classe Racing Start è la più economica della famiglia, ma non per questo rinuncia al divertimento. Certo, bisogna adottare uno stile di guida pulito e preciso, ma non è difficile andare forte. Peccato solo per quel sottosterzo…

Suzuki Racing Start planciaNonostante si tratti della variante meno prestazionale delle Swift, la Racing Start rappresenta comunque un modello molto interessante e siamo contenti di poterla mettere alla prova proprio dopo aver provato le due sorelle più potenti. Le differenze rispetto a queste sono ovviamente notevoli. Quella di classe Racing Start è praticamente una Swift Sport di serie. Il comparto sospensivo, così come il propulsore a quattro cilindri di 1.6 litri e il cambio sono gli stessi del modello stradale. Gli unici elementi che la differenziano dalla variante acquistabile in una qualunque concessionaria sono le pastiglie dei freni dotate di una mescola specifica. All’interno, mentre ci allacciamo le cinture, notiamo subito le somiglianze con la variante R1. Si respira un’aria molto corsaiola. Poi, però, mettiamo in moto e mentre i propulsori delle sorelle maggiori si svegliavano con un boato profondo da vera auto da corsa, quello di questa Racing Start sembra essere un po’ troppo “civile”.

Suzuki Racing Start freno a manoUna vera scuola. Percorse le prime curve scopriamo subito una vettura piuttosto bilanciata, mai davvero cattiva, ma comunque in grado di essere veloce. Certo, non bisogna avere paura di leggere 7.000 sul contagiri, perché è proprio vicino a questa cifra che la Swift dà il meglio. I 136 CV del suo quattro cilindri da 1.586 cc, infatti, vengono erogati a 6.900 giri, mentre la coppia di 160 Nm è disponibile a 4.400 giri. La Swift Racing Start è un’ottima scuola per tutti i giovani aspiranti piloti. Dietro il suo volante si impara a perfezionare le traiettorie utilizzando il minor angolo di sterzo possibile per essere sempre veloci in uscita di curva. Apprezziamo molto il cambio, che pur essendo di serie ha un’ottima manovrabilità e una spaziatura ridotta. L’unica vera nota stonata di questa Swift viene dal comparto sospensivo. L’asse anteriore è caratterizzato dall’adozione di uno schema Mac Pherson con molle elicoidali, mentre al posteriore lavora una barra di torsione, anche qui, abbinata alle molle elicoidali. Rispetto alla R1 e alla N2, quando si forza un po’ l’andatura la variante Racing Start sfoggia un comportamento decisamente più sottosterzante. Niente che non si possa controllare semplicemente alleggerendo il carico sul pedale dell’acceleratore, ma si tratta comunque di una tendenza un po’ fastidiosa.

Suzuki Racing Start tunnelPensata per i giovani. «Bisogna ammetterlo, non è un fulmine e questo comportamento sottosterzante non aiuta di certo a staccare tempi interessanti» mi dice Matteo mentre rientriamo ai box. «Tuttavia, ciò che è realmente importante in questa variante Racing Start è la sua facilità di guida. Una caratteristica che per chi si affaccia per la prima volta alla specialità rappresenta un importante valore aggiunto». E in effetti, è proprio ai neofiti che si rivolge questa Racing Start. Ha un costo d’acquisto di 19.000 euro e comporta spese di gestione particolarmente ridotte, assicurate dall’utilizzo di sole componenti direttamente derivate dalla serie. Insomma, con questa vettura non si faranno di certo registrare tempi da primato ma se si hanno un po’ di soldi da spendere, oltre a una buona dose di determinazione e l’umiltà necessaria per imparare, allora questa Swift rappresenta davvero un’ ottima scelta per imparare divertendosi.

 

 

TIRIAMO LE SOMME

Suzuki Swift Test Varano_02

Non ce n’è una migliore o una peggiore, fanno tutte bene il loro lavoro e fanno anche risparmiare.

La R1, la N2 e la Racing Start sono tre auto molto simili tra loro e allo stesso tempo molto diverse. La R1 è sicuramente quella in grado di offrire il miglior connubio tra prezzo, prestazioni e divertimento. È vero, noi l’abbiamo provata con l’assetto regolabile della Veneri che è in grado di esaltare le doti dinamiche della vettura, ma è sicuramente quella che offre il compromesso migliore. Sulla N2 c’è poco da dire. È una vera auto da corsa in miniatura, fatta per chi cerca una vettura davvero prestazionale. Il cambio a innesti frontali è preciso e molto coinvolgente, mentre l’assetto regolabile permette di disegnare traiettorie millimetriche. La Racing Start, infine, è quella per i più giovani, per chi si deve fare le ossa in un mondo dove avere delle basi solide da cui partire è fondamentale.

Suzuki Swift testOk il prezzo è giusto. «Nonostante l’elevato sviluppo tecnologico, il contenimento dei costi ha condizionato tutta la fase di sviluppo di tutte e tre le nostre vetture» spiega Massimo Nicoletti, responsabile delle attività sportive di Suzuki Italia. «Per la specialità e un momento duro e poter offrire un prodotto dai costi contenuti ma affidabile e dallo spiccato livello prestazionale ci permette di guardare al futuro con positività». Questo sodalizio tra tecnologia e costi contenuti trova la sua massima espressione sulla N2, il cui cambio è dotato di un primario di trascinamento con tutte le marce sfilabili singolarmente, assicurando così costi di manutenzione particolarmente contenuti.

 

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SCHEDA TECNICA SUZUKI SWIFT R1, N2, RACING START

Motore: benzina, anteriore trasversale, 4 cilindri in linea di 1.586 cc •  Alesaggio x corsa: 78 x 83 mm • Compressione: 11:1 • Coppia max: 160 Nm a 4.400 giri • Alimentazione: iniezione elettronica multipoint, aspirazione a geometria variabile • Distribuzione: bialbero a camme in testa con fasatura variabile e sistema di controllo dell’alzata delle valvole, 4 valvole per cilindro • Trasmissione: trazione anteriore, cambio manuale a 6 marce • Sospensioni: anteriori indipendenti a schema MacPherson con molle elicoidali, posteriori a ruote interconnesse tramite traversa torcente con molle elicoidali • Freni: a disco sulle quattro ruote, anteriori autoventilanti e posteriori pieni • Sterzo: a pignone e cremagliera con servosterzo elettrico • Ruote: cerchi in lega da 15” o da 16” • Peso: 1.040 kg in ordine di marcia (senza equipaggio) • Dimensioni: lungh. 3.890 x largh. 1.695 x alt. 1.510 mm. • Passo 2.430 mm.

 

COSA CAMBIA

R1

N2

Racing Start

Potenza max

136 CV a 6.900 giri

145 CV a 6.900 giri

136 CV a 6.900 giri

Cambio

Manuale a 6 marce

con coppia conica corta

6 marce a innesti frontali

con differenziale autobloccante

Manuale a 6 marce

Assetto regolabile

Optional

Di serie

Non disponibile

Vendo

Noleggio

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