Luciano Nicolis ci ha lasciati

Il 21 aprile, all’età di 78 anni, si è spento nella sua casa di Villafranca (VR) Luciano Nicolis (nell’immagine con la Coppa Vanderbilt, il trofeo conquistato da Nuvolari negli Stati Uniti e che Nicolis è riuscito a riportare in Italia dopo diversi decenni), fondatore di quel Museo Nicolis situato proprio a Villafranca, alle porte di Verona. Padre di tre figli, Luciano Nicolis, affermato imprenditore nel settore del recupero e della lavorazione della carta da macero, è stato uno dei più importanti collezionisti italiani nel variegato mondo dell’auto storica, campo in cui ha anche ricoperto diversi incarichi nelle principali istituzioni. Il sogno di una vita Nicolis l’aveva coronato nel 2000 inaugurando a Villafranca quello che è unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti musei privati italiani, custode di ben sette collezioni che comprendono auto d’epoca, moto e biciclette storiche, strumenti musicali, macchine fotografiche e per scrivere, oggetti inediti dell’ingegno umano. Sin dall’apertura del museo, guidato da 12 anni dalla figlia Silvia, l’imprenditore veronese aveva deciso di mettere a disposizione del pubblico gli straordinari oggetti raccolti nel corso di una vita. Orgoglioso delle sue umili origini, Luciano Nicolis amava ricordare l’infanzia nella quale percorreva in bicicletta i paesi del territorio veronese raccogliendo carta e rottami. Esperienza che ha posto le basi per la successiva attività industriale nel settore cartario, ma che ha anche fatto emergere quel formidabile fiuto da collezionista che gli ha consentito di vedere dei “gioielli” dove altri vedevano soltanto rottami. Queste intuizioni, un innato spirito imprenditoriale e la passione per la meccanica, gli hanno fatto recuperare, restaurare e riportare allo splendore originario tante vetture meravigliose, restituendo al mondo dell’auto e in generale alla cultura italiana un patrimonio che sarebbe andato irrimediabilmente perduto.











