Comic Garage: Antonio Cornacchione


Rivelazioni e retroscena sulle esperienze automobilistiche dell’ex Presidente del Consiglio nel racconto di uno che lo conosce bene. E, soprattutto, gli vuole un gran bene.
Povero Silvio… Ce l’hanno tutti con lui, anche adesso che ha perso le elezioni e ha dovuto lasciare l’auto blu. Ma siccome è buono e generoso, prima di riconsegnarla ci ha fatto un ultimo giro: è andato a Mirabilandia con la famiglia. Il giorno dopo l’ha restituita ma in riserva, e Prodi si è lamentato. Caro Prodi… hai voluto diventare Presidente del Consiglio… e allora fatti il pieno! E dire che lui, appena arrivato al governo, aveva anche detto “Sarò un Presidente automobilista”. Sì, perché Silvio ama le automobili e ama guidare. Ha preso la patente a 10 anni, da privatista. Nel senso che allora aveva un’autoscuola tutta sua, privata. Galliani si occupava dei rapporti con la Motorizzazione, Confalonieri della parte teorica… cartelli, divieti, limiti, quelle robe lì. Fra i banchi, a cercare di apprendere le nozioni di guida, nomi allora sconosciuti di giovani di belle speranze: Fede Emilio, Ancelotti
Carlo, Baresi Beppe e Mastrota Giorgio, un ragazzino che nelle pause ne approfittava per tentare di vendere materassi e che all’esame di teoria, alla domanda “mi faccia vedere dov’è la batteria”, ha portato l’esaminatore in cucina. Silvio se lo ricordano ancora tutti, alla Motorizzazione, perché è arrivato a fare l’esame di guida con l’autista. Quel giorno pioveva, ma lui è sceso dalla limousine come un cittadino qualsiasi, ha diviso le acque delle pozzanghere ed è salito su una Papamobile con i doppi comandi. Vi rendete conto? Poi c’è ancora chi ne parla male… Quel giorno l’esame è andato benissimo, peccato che l’ingegnere della Motorizzazione ad un certo punto gli abbia chiesto di svoltare a sinistra e lui, di getto, si sia invece buttato a destra. L’ingegnere ha provato ad insistere dicendo “Torni indietro e svolti a sinistra!”. Silvio l’ha guardato fisso dallo specchietto, ha tirato indietro il ciuffo a banana e gli ha risposto deciso: “Se vuole andare a sinistra, basta girare tre volte a
destra ed è lo stesso!”. La discussione si è accesa, ma non c’è stato niente da fare… Silvio ha continuato a svoltare a destra imperterrito, alzando il volume del mangianastri con i successi di Apicella per non sentire le grida dell’ingegnere, girando intorno all’isolato e fermandosi solo quand’è finita la benzina: 2 ore, 38 minuti e 46 secondi dopo. Record di percorrenza che fra l’altro è tutt’ora imbattuto… Ma lui resta buono, onesto e illuminato, malgrado tutti gli diano addosso. Un giorno ha deciso di uscire da solo, alla ricerca di un po’ di tranquillità, per rimettere a posto le idee. È andato in garage, ha fatto ambarabàcicìcocò per scegliere una fra le sue 287 auto ed è partito. Ma dopo qualche chilometro, la macchina ha iniziato a strattonare in modo anomalo. Silvio non si è fatto prendere dal panico, andando avanti lo stesso, fin quando non ha intravisto un’officina. Si è fermato spiegando il fastidio all’omino con la tuta sporca di grasso ed il poster di Rosy Bindi appeso sulla parete. Questo un po’ scocciato gli ha risposto che poteva trattarsi
di un problema alle candele. Ma quando ha aperto il cofano… a momenti sviene: non c’erano candele, ma quattro ceri di mezzo metro! Il meccanico si è inginocchiato alzando le mani al cielo, fin quando Silvio gli ha lanciato una premonizione, una di quelle frasi destinate a passare alla storia: “Avrai un legnetto di cremino da succhiare”. L’altro non ha capito bene, ma d’altra parte non si può pretendere… era un comunista. Pochi lo sanno, ma quando era al Governo, Silvio ha lanciato una proposta che avrebbe dato un senso di appartenenza e protezione agli italiani in viaggio all’estero: istituire cartelli con le distanze chilometriche da Arcore. Un italiano va con la famiglia in vacanza a Capo Nord?
Invece di leggere quanto dista Roma, pensate che bello sapere che Arcore è ad appena 5.463 chilometri… Avrebbe riempito di gioia chiunque, siamo sinceri! Ma voglio chiudere con un ultimo episodio, che mi sembra sintomatico per capire quanto gli italiani non vogliano bene a quest’uomo che si è sacrificato per tutti noi… Silvio, dopo aver saputo che la Ferrari aveva dedicato la Enzo Ferrari alla figura del suo fondatore, ha chiesto alla Fiat qualcosa che celebrasse i cinque anni del suo Governo… la S.B., ad esempio. L’importante, ha precisato in una nota diff
usa da Palazzo Chigi, è che si tratti di un’auto con bagagliaio spazioso, capace di contenere una persona… per la precisione l’avvocato Taormina, in caso di incidente pronto ad uscire e chiedere l’archiviazione del caso o, in alternativa, di spostare il processo in altra sede. Ma dalla Fiat, per tutta risposta, gli hanno presentano il progetto della S.W.: una comunissima Station Wagon… dicendo che la S.B. è impossibile da realizzare, non rientra in alcun segmento e soprattutto non avrebbe nessun mercato. Una soluzione ci sarebbe, hanno aggiunto dal Lingotto, cambiare il suo cognome in Werlusconi. Povero Silvio…









